L’influenza australiana continua a far paura, tanto che si parla molto in queste ore dei suoi effetti. Cos’è c’è di vero sul rischio legato all’encefalite?
Con il calo delle temperature arriva la consueta paura per l’attacco di questo tipo di patologie, che portano alle volte anche delle conseguenze davvero devastanti.
Come ogni anno l’arrivo della brutta stagione porta con sé i classici mali verso i quali ci dobbiamo far trovare pronti. Per questa fine 2024 lo spauracchio è tutto legato all’australiana, un tipo di influenza che rischia di avere delle conseguenze gravi soprattutto sugli over 60 e su chi ha delle patologie pregresse.
Per questo sono diversi i consigli che regalano gli esperti, alla ricerca di una soluzione per ridurre al minimo le possibili conseguenze. E da quando abbiamo affrontato la pandemia da Coronavirus l’attenzione è salita molto di più anche nei riguardi di una semplice influenza che in passato veniva vista superficialmente come qualcosa di normale.
L’inverno tra il 2024 e il 2025 si preannuncia col rischio di un’alta incidenza d’infezioni alle vie respiratorie, un problema che deve essere guardato con la giusta dose di attenzione. Ma quali sono i rischi per il nostro cervello legati a questo nuovo tipo di influenza?
Si è parlato molto dell’influenza australiana e della possibilità di contrarre un encefalite molto pericolosa per il nostro cervello. Questo tipo di influenza potrebbe portare dei danni irreparabili alla salute soprattutto delle persone più in là con gli anni e di chi ha delle patologie pregresse.
L’encefalite è un’infiammazione dell’encefalo che può essere determinata da virus e batteri proprio come accade nel cuore con l’endocardite. Nella maggior parte dei casi si parla di un’infezione virale ed è proprio questa che si scatena in seguito alla contrazione dell’australiana.
Il rischio più grande è quello di veder di conseguenza colpito anche il midollo spinale con conseguenze che possono essere molto serie. I sintomi per accorgersi di questa patologia sono legati soprattutto a problemi digestivi come nausea vomito o diarrea e a quelli di un semplice raffreddore. È dunque importante fare attenzione a tutelare la salute dei più deboli.
I medici consigliano, soprattutto per loro ma non solo, di ricorrere ai vaccini per preservare la salute e farsi trovare pronti in caso di contagio cosa molto più che probabile vista l’incidenza molto alta tipica del periodo. Un modo per tutelarsi che non riguarda solo le persone fragili.
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